Sicurezza sul lavoro: come governarla con le nuove tecnologie

Secondo i dati Inail, nel 2025 le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale sono state 1.093: circa tre al giorno. Nei primi otto mesi del 2026 sono già 701, il 2,9% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Da questi numeri ha preso le mosse la 14esima Giornata nazionale dell’ingegneria della sicurezza, organizzata a Roma dal consiglio nazionale degli ingegneri, alla quale è stata conferita la medaglia del Presidente della Repubblica.

A un anno esatto dall’approvazione del Decreto Sicurezza Lavoro (D.L. n. 159/2025, convertito dalla L. n. 198/2025), istituzioni, enti di controllo, imprese e professionisti si sono confrontati su come governare il rischio nell’era delle nuove tecnologie: dalla comunicazione della sicurezza alla segnalazione dei near miss, dall’intelligenza artificiale alla prevenzione incendi. “Per secoli il lavoro ha conosciuto il pericolo dopo l’evento, quando il danno ormai era fatto. L’ingegneria della sicurezza nasce per rovesciare questo ordine, per spostare la prova dalle persone al progetto – afferma il presidente del Cni, Angelo Domenico Perrini – La sicurezza non è l’assenza del pericolo. È il pericolo conosciuto e governato. Gli ingegneri progettano e realizzano la sicurezza, un bene pubblico del quale il professionista è responsabile. Il compito che ci diamo è quello di prevenire il danno e minimizzare il rischio, in modo che nessuno debba pagarne le conseguenze”.

Il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto aggiunge: “Governare il rischio è una sfida tecnica, giuridica e istituzionale e non possiamo accontentarci di un sistema sanzionatorio. Vanno incrementati i meccanismi di prevenzione e va superata la contrapposizione tra datore di lavoro e dipendente: vanno portati entrambi sullo stesso carro”.

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