L’industria alimentare italiana rafforza il proprio ruolo tra i pilastri della manifattura nazionale. Nel 2025 il valore aggiunto generato dal settore ha raggiunto 41,5 miliardi di euro, rispetto ai 26,9 miliardi del 2016, con una crescita del +53,9% a prezzi correnti.
Crescita non riconducibile soltanto alla dinamica dei prezzi: nello stesso periodo il valore aggiunto dell’industria alimentare è aumentato del +22,2% a valori concatenati, quindi in termini reali.
Particolarmente significativo è anche il dato occupazionale. Tra il 2016 e il 2025 i dipendenti del settore sono passati da circa 385mila a 470mila, con una crescita superiore al 22%, a fronte di un aumento di circa il 4% nell’intera manifattura. Oggi l’industria alimentare genera oltre un euro ogni otto di valore aggiunto della manifattura italiana e ne impiega quasi un lavoratore su cinque. Sono numeri che dimostrano come l’industria alimentare rappresenti sempre più un grande interesse nazionale.
La crescita del settore non è stata soltanto nominale: in meno di dieci anni è aumentato il valore aggiunto reale di oltre il 22% e, nello stesso tempo, è cresciuta l’occupazione di oltre il 22%.



