Il 7 ottobre si è celebrata la giornata mondiale del lavoro dignitoso, nata con l’obiettivo di difendere i diritti sul lavoro, la giustizia sociale, i salari equi e la sicurezza.
Per questa ricorrenza, l’osservatorio di Talents Venture, società di servizi professionali specializzata nel settore dell’istruzione e del mercato del lavoro, nata con l’obiettivo di migliorare la vita delle persone con il potere dell’istruzione, ha condotto un’analisi sul tema in Italia. Secondo lo studio, nel primo trimestre 2026 gli occupati in Italia ammontavano a 24,2 milioni, ma la presenza di 12,3 milioni di inattivi incide su un tasso di occupazione (20-64 anni) che si attesta al 67,6%, posizionando il Paese al ventisettesimo e ultimo posto nell’Unione Europea. Il dato si confronta con il 76,1% della media europea e l’81,1% della Germania. Una distanza che diventa ancora più netta sul fronte dell’equità di genere: in Italia risulta occupato il 58% delle donne (13 punti sotto la media Ue e quasi 20 sotto la Germania), a fronte di un’occupazione maschile al 77,1% (contro l’80,9% europeo). Rispetto all’Europa, l’Italia registra 1,8 milioni di occupati in meno nei ruoli qualificati.
Nello specifico, i lavoratori in professioni ad alta qualificazione (dirigenti, professioni intellettuali e tecniche) costituiscono il 37% del totale, collocando l’Italia al quartultimo posto nell’Unione Europea (prima solo di Romania, Grecia e Spagna) e confrontandola con una media Ue del 44,7%.
La distanza con le altre economie si esaspera nei dati sull’occupazione femminile. Nel 2025 era occupato il 77,1% degli uomini italiani (contro l’80,9% europeo), mentre per le donne il dato scendeva appunto al 58%, ben 13 punti sotto la media Ue e quasi 20 sotto l’occupazione femminile registrata in Germania.
L’analisi sul lavoro dignitoso prosegue con un confronto sulle retribuzioni, misurando il reale potere d’acquisto, ovvero tenendo conto del diverso costo della vita in ogni Paese per capire il valore effettivo degli stipendi. In base a questo parametro, l’Italia si posiziona sotto la media europea: la retribuzione oraria mediana nel nostro Paese (13,60 euro) è inferiore a quella di Francia (15,48) e Germania (17,33), ed è distante dai vertici di Danimarca (22,39) e Belgio (21,30).



