La pubblica amministrazione sta lavorando “su due fronti” per difendersi dagli attacchi informatici: da un lato “attrezzandoci dal punto di vista tecnologico con le piattaforme, le strumentazioni adeguate”, dall’altro “soprattutto facendo formazione alle nostre persone”. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.
Sulla formazione, ha spiegato, è stata avviata “già da più di un anno” un’attività “sul corretto utilizzo degli strumenti informatici” in dotazione ai dipendenti, “proprio per limitare questo rischio”. Perché “più siamo tecnologici più si incrementano i rischi di invasioni dall’esterno” sulla “sicurezza dei nostri dati”.
Le notizie di questi giorni, come “lo spegnimento dei frigoriferi nei supermercati”, per il ministro insegnano che “non basta mai quello che si fa per la sicurezza informatica”. Per questo “il nostro governo si sta muovendo per cercare di disporre di tutte le competenze, di tutti i sistemi adeguati per riuscire a combattere questi rischi di attacco”.
Per attrarre le migliori competenze, gli “hacker buoni”, secondo Zangrillo bisognerebbe superare gli attuali tetti salariali previsti nella pubblica amministrazione.



