Oltre 700 morti sul lavoro da inizio 2026

Oltre 700 morti sul lavoro da gennaio ad oggi, quasi 405 denunce di infortuni e poco meno di 75.000 di malattia professionale. Sono i numeri drammatici sulla base dei recenti dati dell’Inail, che evidenziano come nonostante gli sforzi il fenomeno continua ad avere in Italia tutte le caratteristiche di un’emergenza. In occasione della 76esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro è stato, del resto, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a ricordare come la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro trovi “il suo fondamento nei principi della Costituzione. Da essi – spiega il capo dello Stato – discende un dovere concreto: intervenire sui rischi prima che si traducano in incidenti, attraverso una prevenzione efficace, una formazione adeguata e misure di protezione capaci di ottimizzare, a questo scopo, i cambiamenti tecnologici e organizzativi del lavoro”.

Una linea condivisa dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone. “La prevenzione rappresenta la prima e più importante forma di tutela della vita e della dignità delle persone. La sicurezza sul lavoro si costruisce intervenendo prima che si verifichi un incidente, prima che un rischio si trasformi in una tragedia”.

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