NEWS ISTITUZIONALI

Trenord cerca nuovi capitreno

Trenord avvia la selezione di futuri capitreno: è infatti possibile inviare la propria candidatura per entrare nel team di personale responsabile del servizio a bordo delle oltre 2.400 corse effettuate ogni giorno in Lombardia, in otto province delle regioni limitrofe e sul collegamento aeroportuale Malpensa Express. Le candidature dovranno essere presentate entro lunedì 21 settembre, secondo le indicazioni disponibili sulla pagina “Lavora con noi” del sito trenord.it. Sul sito è possibile candidarsi anche per le posizioni di IT project manager junior e hr talent & development specialist. Il capotreno è una figura centrale per la qualità del viaggio: è il responsabile della sicurezza di ogni corsa ed è il principale riferimento per i passeggeri, ai quali garantisce assistenza, informazioni e una comunicazione efficace. È il volto dell’azienda per chi viaggia e contribuisce in modo determinante alla relazione con il pubblico. I candidati selezionati per il ruolo parteciperanno al corso di formazione organizzato dall’azienda, che consentirà loro di acquisire le competenze necessarie allo svolgimento del lavoro. Il percorso prevede un periodo di formazione della durata di circa sei mesi, al termine del quale i professionisti sosterranno gli esami teorici e pratici e svolgeranno un periodo di tirocinio. Sono passaggi necessari per conseguire l’abilitazione a capotreno. Per partecipare alla selezione è necessario essere in possesso di un diploma di scuola media superiore o di una laurea, avere un’ottima padronanza della lingua italiana e un buon livello di inglese; la familiarità con altre lingue straniere sarà considerata un requisito preferenziale. Ai candidati è richiesta disponibilità a spostarsi in Lombardia e nelle regioni limitrofe, flessibilità oraria, ottime capacità comunicative, attitudine al problem solving, precisione, atteggiamento proattivo. Saranno valutate positivamente esperienze pregresse in ruoli a contatto con il pubblico. La figura dell’IT project manager junior lavorerà alla realizzazione e all’evoluzione di applicazioni e piattaforme a supporto di programmazione, gestione e monitoraggio dell’esercizio ferroviario. La risorsa collaborerà con IT, Business e fornitori, contribuendo alla gestione dei progetti, al monitoraggio di tempi, costi e qualità, alla definizione dei requisiti e delle soluzioni tecniche, alle attività di collaudo e alla documentazione progettuale. Per il ruolo sono richieste una laurea magistrale in discipline informatiche, ingegneristiche o tecnico-scientifiche, buona conoscenza della lingua inglese, ottime doti relazionali e comunicative e proattività. L’hr talent & development specialist contribuirà all’evoluzione dei processi di talent & development, supportando la crescita interna e la valorizzazione del potenziale delle persone. In particolare, si occuperà dell’aggiornamento dei modelli di competenze per i diversi ruoli aziendali, collaborerà alla gestione del ciclo di performance management, alla definizione di percorsi di crescita interni, alle iniziative aziendali di employer branding e talent attraction. Ai candidati si richiede laurea ed esperienza pregressa in ruoli analoghi, conoscenza di software per la valutazione delle performance e analisi dei dati hr, ottime doti relazionali e comunicative.

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Attrattività economica: Italia al 17esimo posto

L’Italia conferma il 17esimo posto mondiale ma migliora lo score da 60,8 a 62,1 punti, precedendo nella classifica dell’attrattività economica Austria, Repubblica Ceca, Spagna e Belgio. Sono i risultati del Global Attractiveness Index 2026 presentati a Cernobio: una ricerca realizzata da Teha Group in collaborazione con Amazon, Philip Morris Italia e Toyota Material Handling Italia. Il Global Attractiveness Index 2026 conferma gli Stati Uniti al primo posto, con uno score di 100, seguiti dalla Cina con 93,1 punti. Singapore sale al terzo posto, con uno score di 85,1, superando la Germania, che scende al quarto con 82,7 punti. Il quadro globale resta fragile: nel 2025 gli investimenti diretti esteri in ingresso sono diminuiti del 27% in Italia, del 36% in Francia e del 29% in Spagna, mentre il blocco dello Stretto di Hormuz e le tensioni sul Mar Rosso riportano energia, logistica e sicurezza degli approvvigionamenti al centro della competitività. Dal 2022 l’Italia ha recuperato cinque posizioni e nel confronto con le altre economie della top-20 guadagna terreno rispetto a undici dei 19 Paesi considerati. L’analisi dello score mostra inoltre una riduzione della distanza dell’Italia rispetto a dieci dei sedici Paesi che la precedono.

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Made in Italy, la proposta di Ottavia Piro

C’è un Made in Italy che non si collega ai settori tradizionalmente riconosciuti ma che è capace di portare lavoro e opportunità, in particolare per i giovani. È quello delle nuove attività, legate in particolare al digitale e allo sviluppo di prodotti informatici, nelle quali tanti under 35 hanno investito e si sono dimostrati competitivi in Europa e nel mondo. A spiegarlo è Ottavia Piro, specialista dell’innovazione dei modelli di business per il Made in Italy e componente del consiglio nazionale di ImprenditorItalia, associazione con sede centrale a Castellamare di Stabia nata con lo scopo di garantire il sostegno ad imprenditori ed aziende per contribuire al loro sviluppo su tutto il territorio italiano e anche a livello internazionale. Piro è stata tra i relatori in un recente dibattito organizzato a Roma, nella sala Zuccari del Senato, dal titolo “La disoccupazione giovanile”. E dinanzi ad una platea di esperti e operatori, l’esponente di ImprenditorItalia ha spiegato come in questo campo “il futuro è oggi”. Ottavia Piro ha infatti sottolineato come “sono tanti i giovani italiani che non aspettano il lavoro, ma lo creano”. Streaming, eSports, sviluppo di videogiochi tra i settori in maggiore evoluzione. Piro ha richiamato l’intervento del capo di gabinetto del Ministero del lavoro, Mauro Nori (tra gli intervenuti nel dibattito al Senato), parlando di “un mondo in rapidissima evoluzione: con il nostro centro di analisi delle politiche del lavoro, abbiamo esaminato queste realtà moderne, che definirei ‘sommerse’. Sommerse da un concetto di generalizzazione digitale, che non è rappresentativo del valore intrinseco e fortemente differenziato. Sempre più giovani stanno trasformando queste attività in lavoro, non solo creando contenuti online o semplice pubblicità, ma attraverso studi di sviluppo, organizzando eventi e costruendo community fidelizzate. Non si tratta più di intrattenimento fine a sé stesso, ma di un vero sistema economico che genera valore, crea aziende e avvia collaborazioni e nuove e specializzate professionalità”. L’esperta di ImprenditorItalia parla di un vero e proprio Made in Italy che si sta affermano a livello globale: “Quando parliamo di Made in Italy – puntualizza – ci riferiamo sempre a settori tradizionali. Ma noi italiani siamo un’eccellenza anche in questi campi. Il potenziale è altissimo e per valorizzarlo c’è bisogno che questi lavori siano riconosciuti, regolamentati e incentivati attraverso politiche di sostegno e programmi di formazione”.

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